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Anni '80 / '90

Nel 1982 si arrivò ad implementare procedure meno macchinose ma i cambiamenti non furono sostanziali. L’Ispettorato Logistico dell’Aeronautica Militare (I.L.A.M.) costituito nel 1967 emanò una normativa nel 1985 denominata “Per la distruzione e l’alienazione del Materiale Speciale Fuori Uso”. Vent’anni dopo si potè sgombrare l’area dell’eliporto interessata ad accogliere il materiale in disuso. Dissidi di carattere economico e di indennizzi misero a dura prova il morale del personale, creando situazioni talvolta difficili da gestire dal Magg. Alpino Righi, arrivando col tempo a trovare armonia e collaborazione tra personale militare e civile, evitando contraccolpi all’interno della Forza Armata.

Vi furono riscontri negativi di carattere numerico legati alla mancanza di operatori nei Settori Servizio Supporto Logistico e Servizio di Contabilità Giudiziale. Nella seconda metà degli anni ’70 il 2° Depaereo ideò e adottò, primo dei tredici esistenti in Italia il “Nucleo di controllo materiale in lavorazione”. Questo compartimento certificava l’effettiva rispondenza tra le quantità di materiale consegnato alle Ditte in riparazione e quelle spedite al Deposito. Il sistema di “parificazione” adottato tra il Deposito e gli Uffici di Sorveglianza Tecnica non fu esente da problematiche. Nel 1980 novità in ambito di attenzione al personale fu l’istituzione dei “Nuclei di Promozione Umana Sociale e Sport) P.UMA.S.S., Cobar, i Comitati di Base di Rappresentanza, “cuscinetti” per interagire portando richieste e problemi agli Organi Centrali. Altra implementazione fu il R.A.U. il Nuovo Regolamento Unificato di Amministrazione per l’Aeronautica Militare che prevedeva la creazione di nuovi organismi di tipo organizzativo-giuridico con una propria autonomia.

Il 1 gennaio 1982 il T. Col. Saverio Bonacci passò da “Direttore” a “Comandante” dell’Ente con poteri di direzione e vigilanza sull’intero sedime. Sempre durante quest anno il B.C.S. fu il passo successivo in termini di gestione logistica e contabile del materiale M.S.A. che fino a poco tempo prima utilizzava le Audit/Mercator, andando a creare un considerevole risparmio in termini di impiego di personale e margine di errore inferiore. Episodio rilevante fu la chiusura del distaccamento Aeroportuale di Malpensa e l’accorpamento delle infrastrutture di proprietà del demanio da parte del 2° Deposito. Un nuovo capitolo di storia per il sedime di Gallarate che avrebbe consentito di recuperare alloggi per personale e nuclei familiari sia del 2° Deposito sia degli UU.SS.TT. locati nel circondario del Casermone. Il problema degli spazi abitativi era un aspetto abbastanza annoso da risolvere, soprattutto, perchè non veniva condiviso l’aspetto di dare precedenza per la costruzione o l’acquisto di alloggi al personale in servizio presso grandi Basi o Reparti di Volo, mentre per le Unità non operative come il 2° Deposito non era stata messa in essere nessuna opera edilizia.

L’anno successivo però furono assegnate somme di denaro e partirono i lavori per l’adeguamento di alcune costruzioni di Malpensa in piccoli appartamenti per famiglie di Ufficiali e Sottufficiali, ivi compresa la famosa Cascina Radetzky. A seguito della visita ispettiva del Capo di Stato Maggiore Gen. Basilio Cottone presso il 2° Deposito, considerate le sue osservazioni in merito allo stato della struttura e nonostante le richieste di intervento fatte dall’Ente gallaratese, vi fu una fulminea sequela di autorizzazioni per far sì che il Casermone cominciasse a godere i primi frutti dell’opera di riqualificazione. Serpeggiavano voci che a seguito dello smantellamento del Distaccamento dell’Aeronautica Miliatare di Malpensa, anche il 2° Deposito avrebbe seguito la stessa sorte, tutto in funzione di un piano di riorganizzazione degli Enti. I consistenti finanziamenti che arrivarono nel 1986 confermarono la volontà da parte del Ministero della Difesa di riqualificazione, apportando significativi benefici alle infrastrutture del 2° Deposito.

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