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M.llo Pil. M.O.V.M. Luigi Vaschi

 

mllo pil movm luigi vaschi

Maresciallo pilota nato a Scorzarolo (Mn) 25 aprile 1899, rimasto orfano in giovane età venne accolto insieme al fratello maggiore (Caduto della I Guerra Mondiale) da parenti. Studiò fino a 14 anni nel Seminario di Mantova e poi divenne apprendista presso una tipografia.

Presentò poi domanda di arruolamento alla marina, che non ebbe successo fece quindi per qualche anno il cameriere.

Chiamato alle armi, nel 1918, fu assegnato al 65° Reggimento Fanteria di stanza a Cremona, dove presentò domanda per l’arma aerea, che venne accolta il 15 maggio 1918. Passò alla scuola di Aviazione di Cerveteri e il 14 luglio conseguì il brevetto e fu assegnato, con la sua squadriglia, al fronte.

A Campoformio nel 1919 uscì immune da un grave incidente, venne inviato per alcuni mesi in Dalmazia a Zara e nel marzo 1921 fece parte della missione di Vienna, rimpatriando nel luglio. Nel 1923 chiese di essere inviato a Colonia dove si distinse per il suo coraggio guadagnando la sua prima decorazione: Croce di Guerra al Valor Militare nel Cielo Sud Bengasino, Suani El-Bedin (Agedabbia) 6 marzo e 21 aprile.

Il I maggio 1925 il governo della Pirenaica gli tributava un encomio solenne perché: “…con un mirabile sangue freddo e con perizia, nel corso di un incidente toccato al suo apparecchio Caproni, con ardita manovra salvava tutto l’equipaggio a bordo”.

Il 10 maggio 1924 per le sue eroiche azioni nel cielo di Marana gli veniva conferita la Medaglia di Bronzo al Valor Militare, e tornato in Italia, fu assegnato alla scuola di Vizzola Ticino.

Ricevette la Medaglia d’Argento al Valor Militare in Tripolitania, maggio-novembre 1928.

Nel 1932 dalla Tripolitania rientrava in Italia e facendo richiesta di guidare aerei più veloci venne trasferito a Bresso. Nel 1935 si imbarcò con la 106° squadriglia per Massaua e trasferito poco dopo ad Asmara in prossimità delle linee d’azione.

Il 25 dicembre il motore del suo collega Allavena venne colpito e costretto a terra dai nemici, il maresciallo Vaschi scese nell’intento di soccorrere il compagno. Nella fase di atterraggio una ruota si spezzò e non potendo più decollare con Allavena, avvertì i suoi compagni dell’impossibilità di atterrare in quella zona. Questi li aiutarono “dal cielo”, bombardando e mitragliando il nemico, consentendo loro di raggiungere la boscaglia. Per circa un anno venne dato per disperso, in seguito si seppe che effettivamente, indenni, erano riusciti a raggiungere la salvezza nella boscaglia e per tre giorni ospitati da un tucul di Tigrino. Eludevano le ricerche di giorno e combattevano di notte, finchè nel tentativo di rientrare nelle linee alleate, furono assaliti dal nemico numeroso e ben armato, ma, dopo una strenua difesa, furono barbaramente trucidati.

Fu possibile rintracciare i resti e riconoscere le salme alle quali fu data gloriosa sepoltura nel cimitero di Mai Egadà il 30 maggio 1937. Alla memoria del Maresciallo Luigi Vaschi veniva concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” e Gallarate, che lo ebbe sempre ospite del fratello, durante i suoi periodi di riposo e di rientro in Italia, gli ha intitolato una via.

L’unione sportiva gallaratese all’epoca intitolò una manifestazione sportiva e un trofeo a suo nome.

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