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Preghiera dell'Aviatore

vittorio malpassutiVittorio Malpassuti (1889-1944) dei marchesi di Montiglio, conte di Andoglio, consignori di Castelcebro, Colcavagno, Cortanze, Montiglio.

Appartenente ad una nobile famiglia del Tortonese in Piemonte della quale si hanno tracce sin dall'anno 1103, nacque a Carbonara Scrivia in provincia di Alessandria. Ai Malpassuti sono intitolate strade e piazze in Tortona e nel Tortonese.

Trascorse un periodo di studi a Londra per poi risiedere a Roma, dove ecletticamente lavorò in diverse discipline artistiche.

Fu molto legato a Gabriele D'Annunzio, che fu padrino di suo figlio Alessio Malpassuti (1927 - 1995). Nell'archivio del Vittoriale è presente un carteggio tra lui ed il Vate, consistente in nr. 4 minute autogr. per telegramma di Gabriele d'Annunzio a Vittorio Malpassuti e nr. 42 documenti tra lettere, telegrammi, cartoline e versi di V. Malpassuti, (alcuni pubblicati in Ivanos Ciani, Fotogrammi dannunziani, Ediars 1999).

Scrisse poesie, testi di lavori lirici, sceneggiature per film collaborando con autori quali Carlo Campogalliani, Marcello Marchesi, Mario Mattoli, Gabriele Varriale. Fu protagonista della storia del doppiaggio italiano, dirigendo i lavori italiani della 20th Century Fox.

La sua prematura scomparsa nel 1944 privò le materie in cui si applicò di un autore dallo stile e dal carattere vividi ed unici.

Stesa dal poeta Vittorio Malpassuti negli anni Venti, la preghiera ebbe una rapidissima diffusione: già il foglio d’ordini del 15 marzo 1925 dava notizia di una tiratura di 8000 esemplari da mettere in vendita a 10 centesimi a favore di opere di beneficienza per gli orfani degli aviatori.

Da allora, attraverso alcune variazioni lessicali volte a mantenere intatte l’attualità e la suggestione, la preghiera ha accompagnato il lungo cammino dell’Aeronautica.

Vittorio Malpassuti fu l'autore della Preghiera degli Aviatori, preghiera adottata dall'Aeronautica Militare, da recitare nelle

erimonie militari solenni che riguardano la forza armata o i suoi appartenenti, con il testo originario riportato di seguito:

Dio di potenza e di gloria

che doni l’arcobaleno ai nostri cieli

noi saliamo nella Tua luce

per cantar col rombo dei nostri motori

la nostra passione.

Noi siamo uomini ma saliamo verso di Te

dimentichi del peso della nostra carne.

Tu, Dio, dacci le ali delle aquile,

lo sguardo delle aquile, l’artiglio delle aquile,

per portare ovunque Tu doni la luce

la bandiera, la vittoria, la gloria d’Italia e di Roma.

Fa’ nella pace dei nostri voli il volo più ardito;

fa’ nella guerra della nostra forza la Tua forza, o Signore,

perché nessuna ombra sfiori la nostra terra,

e sii con noi, come noi siamo con Te. 

La Preghiera degli Aviatori è esposta nel suo testo originale, su targhe in bronzo (opera del Tenente colonnello Zanelli) presso il palazzo sede dello Stato Maggiore dell'Aeronautica (Sala della Madonna di Loreto) a Roma e presso il Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle.

Di seguito si riporta il testo della Preghiera del periodo postbellico:

preghiera aviatore

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